Ciccio Caputo la seconda specialità di Altamura







Il giocatore – Francesco, per tutti Ciccio, Caputo è un giocatore difficile da definire. Chiaramente prima punta, sa però abbinare il fiuto del goal, il lavoro fisico e la freddezza di un numero 9 alla qualità e la rapidità di un 10. Il piede naturale è il destro, ma non disprezza calciare di sinistro, e fa del colpo di testa un'altra delle sue frecce nella sua faretra. Per anni simbolo del Bari, da due stagioni sta trovando una seconda vita calcistica a Chiavari con la Virtus Entella, dove ha già segnato 34 reti in 74 presenze. Conosciamolo meglio!

Il ragazzo del doppio salto in alto – Classe ’87, inizia sua carriera nel Toritto, dove dopo la trafila delle giovanili arriva all'esordio in prima squadra, in Prima Categoria nella stagione 2005-2006. Il ragazzo si presenta subito bene: 14 goal in 20 partite. Si accorge di lui il Real Altamura, la squadra di casa sua, che lo ingaggia per la stagione successiva, sicura che Ciccio reggerà il doppio salto di categoria in Eccellenza. Detto, fatto: per lui 30 presenze condite da 12 goal. Ed ecco che allora arrivano gli interessi delle prime squadre professionistiche: il Noicattaro lo assolda per giocare la C2, ma nemmeno questo altro doppio balzo spaventa il ventenne, che continua a gonfiare la rete: 11 goal in 29 presenze.

Il passaggio tra i professionisti – Tutti questi goal non possono passare inosservati. Ne rimane colpito un certo Antonio Conte: il tecnico del Bari lo vuole in Serie B, e così arriva l’ennesimo doppio salto di categoria in 4 anni. 21 anni, nella squadra della propria terra, chiamato da Antonio Conte. Sembra un sogno. Sembra, perché Ciccio non sbaglia nemmeno qui, mettendo a referto 10 goal al suo primo anno di fronte al grande pubblico. Goal che aiutano il Bari a salire in A, ma Caputo decide di rimanere in B con la Salernitana; il primo “passo falso” della sua carriera, perché la stagione non è esaltante visto che le sole 6 reti non evitano la retrocessione ai campani. Quindi torna a casa nel 2010 facendo il suo esordio in Serie A, ma il sogno si avvera solo in parte, perché riesce a “timbrare” una sola volta. La stagione non esaltante gli fa perdere qualche posizione nelle gerarchie dei biancorossi, e così, per seconda volta nella sua vita, si inserisce Conte: il tecnico leccese lo chiama a Siena durante il mercato di gennaio. 14 presenze e 3 reti per lui. Ancora una volta torna a Bari a stagione conclusa, e lì rimane per 4 anni, di cui 3 effettivi. Eh sì, perché se quella 2012-2013 è la sua stagione migliore dal punto di vista realizzativo (17 reti in 36 partite), l'anno dopo arriva la mazzata: condanna di tre anni, poi ridotta ad uno, per omessa denuncia ai tempi della Salernitana. Scontato l'anno di purgatorio, Ciccio dimostra di non aver perso il killer instinct, e timbra 10 volte per i biancorossi. Ma il Bari nel frattempo ha subito cambi di proprietà, penalizzazioni, insomma c’è poca tranquillità nel capoluogo pugliese, e occorre cambiare aria: l'Entella chiama, Caputo risponde. Il primo anno eguaglia il suo record personale di 17 reti, ma è la stagione in corso che sembra avergli ridato nuova linfa: già altre 17 reti segnate, ma con 8 partite ancora tutte da giocare.

A cura di Antonio De Paola

 




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