BSTORY – Cristiano Lucarelli, il bomber che preferì l’amaranto al miliardo

Cristiano Lucarelli




Le storie di calcio sono quelle che ci piace raccontare. Oggi ripercorriamo la carriera di uno dei grandi bomber della Serie B: Cristiano Lucarelli. 

Lucarelli Cristiano
Lucarelli Cristiano

LIVORNO - Tutto nasce come un qualsiasi ragazzo che si appassiona alla squadra della propria città: Cristiano Lucarelli si allena durante la settimana e la domenica va allo stadio fin da piccolo, a incitare gli amaranto in curva. Si vede che è bravino, così entra nell'Armando Picchi, squadra satellite del Livorno. Ma la carriera sembra portarlo lontano dalla Toscana, perché dal '93 entra nell'orbita del Perugia, con cui ha le prime presenze tra i professionisti. Poi Cosenza, in C, dove con 15 reti si fa notare dal Parma, che lo manda a crescere a Padova. Altre 14 reti. Inizia a girovagare per l'Italia, tra Atalanta, Lecce, Torino con in mezzo un'annata in Spagna al Mestalla, con il bianco del Valencia. Ma è qui che si vede ancora il bambino: ad ogni infortunio, squalifica, o mancata convocazione (poche a dire il vero) si torna a Livorno, in curva, a tifare per gli amaranto. Ecco, da granata ad amaranto. Colori simili, ma non per Cristiano. La maglia del Torino è il preludio a quella che sognava da piccolo, quella della sua città.




SERIE B - Estate 2002: Livorno-Alzano. Agli amaranto manca l'ultimo scalino per tornare in B dopo 30 anni. E quello scalino lo fanno. Lo fa anche Cristiano, ma per scendere in campo a festeggiare. Già, perché Cristiano era lì, in curva, di nuovo. Invasione di campo come un tifoso qualsiasi, ad abbracciare i giocatori, tra cui Protti. Quel Protti che ritroverà un anno dopo.

IL SOGNO Lucarelli realizza il suo sogno, quello vero, di giocare al Picchi con la maglia della sua vita, della sua città. Primo anno da record, e figurarsi: 29 reti nel campionato di Serie B. Secondo solo a un certo Luca Toni, a quota 30. È un giocatore nuovo, gioca felice, gioca come... Un bambino. Un bambino che si prende sulle spalle una città, portandola fino all'Europa nel giro di qualche stagione. Tra le cose strabilianti con i toscani ricordiamo anche un titolo di capocannoniere in A nel 2004-2005, 24 reti. Davanti a Shevchenko, Del Piero e Ibrahimovic. Come riassumere la storia d'amore tra Lucarelli e Livorno? Ce lo dice lui stesso, nella sua autobiografia. Dopo i 29 goal in B, il Torino lo rivuole, visto che il cartellino era dei piemontesi. Ma il prezzo è fissato se qualcuno lo volesse: 1 milione e mezzo. Ma Cristiano pianta i piedi: "O rimango a Livorno, o smetto". Dirà a posteriori: "Tanti giocatori con quei soldi comprano Ferrari, yacht. Io ho scelto di pagarci la maglia del Livorno."

PANCHINA - Dopo le 174 presenze e i 102 goal totali con il Livorno, contando anche la stagione del ritorno 2009-2010, la carriera si avvia al termine, e allora gli si può concedere un tentativo di giocare qualche stagione in grandi club: Shakhtar Donetsk, Parma, il ritorno e poi il Napoli, per chiudere, ma le due stagioni in Campania non vanno troppo bene, con sole 12 presenze e una rete. 
Subito dopo aver appeso le scarpette al chiodo inizia ad allenare i giovanissimi del Parma, con cui vince il campionato. Poi la prima squadra a Perugia, ma viene esonerato dopo un paio di mesi. Quindi una squadra all'anno: Viareggio, Pistoiese, Tuttocuoio, Messina lo scorso anno e ora Catania, con l'obiettivo Serie B, quella Serie B che lo ha consacrato. Ti aspettiamo in Bzona, Mister!

A CURA di ANTONIO DE PAOLA

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