Emanuele Calaiò, cento di queste frecce!

Il bomber Emanuele Calaiò

 

L'arciere, in epoca antica, era un soldato armato di arco. Nonostante l'uso dell'arma sia stato attestato già in epoche assai remote, il declino del ruolo dell'arciere in ambito bellico si ha con la diffusione delle armi da fuoco, facendo così posto ai cosiddetti cannonieri.  Emanuele Calaiò è un arciere di terra normanna che il cannoniere sa farlo bene... SERIE A-B- C  poco importa: ovunque sia stato, il campionato è solo una variabile, il massimo comun divisore rimane sempre il gol. L'altro sabato, all'Adriatico, ha segnato il suo centesimo gol in cadetteria, dedicandolo ad un amico, prima ancora che un avversario, il quale adesso sicuramente sarà impegnato ad insegnare agli angeli come chiudere una diagonale difensiva, insieme ad un altro guerriero, che proprio a pochi metri da dove Emanuele ha scritto la sua storia, si è accasciato dolcemente. Piermario, Davide e l'arciere, roba da cavalieri. E chiamalo destino.
 

 

IL VAGABONDO - Mancino, forte di testa e di piede, non ha bisogno di ulteriori descrizioni. Il suo tabellino parla per lui. Ovunque si è fatto apprezzare per le sue doti tecniche e per l'abnegazione tipica di chi di fango ne ha mangiato. Esordisce in A col Toro a Reggio Calabria, nel 2000. Dopo le esperienze in prestito a Terni prima e a Messina poi, l'altra tappa è Pescara, con il quale ottiene una promozione in B, permettendosi di farsi notare l'anno successivo segnando ben 21 reti, in riva all'Adriatico, tant'è che non passa inosservato ad una nobile decaduta nell'inferno pallonaro, ma che ha tanto bisogno di un paladino che possa presto farla risalire in Paradiso. A Napoli, come Cupido, con le sue frecce sotto la curva fa scoccare l'amore tra lui e la tifoseria partenopea, trascinandola in meno di tre anni dalla C alla A. Ma la massima serie si dimostra molto diversa rispetto ai campionati minori, ma non per questo impossibile, anche se all'ombra del Vesuvio avrà poche chance.
 
Pertanto la Peregrinatio ricomincia in una città cavalleresca per eccellenza; Siena, dove in 'palio' mette la sua voglia di tornare in una grande. Così è, tant'è vero che nel gennaio '13 sarà riacquistato da De Laurentiis e si troverà a sostituire, vedi il destino, 'el Matador' Cavani prima ed il Pipita Higuain poi. Ma è la B il suo campo di battaglia, la A solo un giusto palcoscenico meritato a suon di gol durante la sua carriera. Torna nella sua Sicilia, a Catania e si trasferisce dopo un anno allo Spezia. Ma un'altra nobile decaduta ha bisogno di lui.
LA CROCIATA GIALLOBLÙ - Nel 2016, il Parma che sta risalendo dalle ceneri del fallimento, decide di affidarsi ad uno dei cavalieri più esperti in circolazione.
 
Si abbassa l'elmetto, trascina i suoi dalle polveri mobili della C, segnando anche nella finale playoff a Firenze contro l'Alessandria, riportando i gialloblù nel purgatorio della B. Nonostante la folta concorrenza, è sempre lui, anche quest'anno sotto gli ordini di D'Aversa, a guidare l'attacco degli emiliani. Colpo su colpo, gol su gol. In fondo il vero pregio di un cavaliere è saper aspettare ed il tempo, si sa, è galantuomo. Nel frattempo però, auguri Ema, altre cento di queste frecce. a cura di VINCENZO BONIELLO

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