BSTORY – Fabian Valtolina esclusiva: “Venezia torna a volare come una volta”

Valtolina Venezia Serie B




Bstory si occupa delle pagine che hanno fatto la storia della Serie B, ma dato il momento che sta vivendo è impossibile non farti una domanda sul Venezia di Inzaghi. Ti aspettavi un campionato da vertice?
Sinceramente me lo aspettavo, perché negli ultimi anni vedendo le neo-promosse dalla Serie C si sono sempre fatte rispettare o addirittura sono riuscite nell'impresa del doppio salto, ultimo il Benevento. Pensavo però che ci sarebbe voluto più tempo per affermarsi tra le prime, perché la Serie B è un campionato molto equilibrato e la classifica è molto corta. Da tifoso, visto che ho passato 4 anni lì, mi auguro che riescano nell'impresa della promozione in Serie A, anche se ci sono moltissime squadre che hanno lo stesso obiettivo e che non renderanno la cosa semplice.

Parliamo dei tuoi 4 anni a Venezia: in laguna dal '98, hai giocato con giocatori come Schwoch, Recoba e Maniero disputando due campionati di Serie B e due di Serie A. Com'era il clima che si respirava?
L'entusiasmo era alle stelle, e anche se siamo partiti con delle difficoltà perché i risultati stentavano ad arrivare i tifosi ci sono sempre stati vicini e ci hanno sempre caricato a mille. Una delle partite che ricordo con più emozione è quella di metà stagione con l'Empoli, dove perdevamo 2-0 in 10 contro 11, ma siamo riusciti a ribaltarla e a vincere 3-2; non solo ci diede 3 punti fondamentali, ma soprattutto abbiamo preso consapevolezza nei nostri mezzi e abbiamo capito che potevamo veramente salvarci dopo una partenza molto negativa. E siamo andati forse oltre alle aspettative perché arrivò un 11esimo posto meraviglioso.




Nel 2000-2001 arriva un quarto posto in B dietro Torino, Piacenza e Chievo. Il Venezia torna in Serie A dopo un campionato chiuso con il miglior attacco del campionato con 62 reti, ma la peggior difesa delle 4 promosse con 43 reti al passivo.
La questione è molto semplice (sorride, ndr): quell'anno eravamo una squadra molto portata all'attacco, ma i movimenti difensivi che ci chiedeva Prandelli erano praticamente opposti a quelli che avevamo imparato fino alla stagione precedente, e quindi il rodaggio difensivo è stato più lungo. Ma la propensione della squadra era per andare in avanti, con giocatori del calibro di Di Napoli, Bazzani e Maniero. Anche se dietro avevamo tanta esperienza come Bettarini, Masiello, Pavan, Maldonado e gli altri, che però come detto erano un po' in difficoltà viste le richieste di Prandelli.

Ultima domanda, su un personaggio legato al Venezia: il presidente del Palermo Maurizio Zamparini. All'epoca in cui hai giocato in laguna era il tuo presidente, che persona è?
Zamparini è sempre stato un sanguigno, un vulcanico, tante volte frettoloso ma ha sempre agito per il bene della società. Non è da dimenticare che per il Venezia voleva costruire il nuovo stadio di tasca sua ma non gliel'hanno permesso. Il volere tutto e subito gli è costato degli errori ma nelle società che ha gestito dopo il Venezia ha saputo imparare dai suoi sbagli e anzi ha valorizzato squadre e giocatori come pochi altri, per esempio a Palermo dove ha fatto conoscere ed esplodere dei giovani che si sono affermati poi come campioni, Cavani, Pastore, Sirigu, Dybala, Belotti e molti altri...

a cura di ANTONIO DE PAOLA

 

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