Foggia – Pescara: il Boemo torna nella sua Zemanlandia [VIDEO]

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Quando Zdenek Zeman sabato entrerà alla Zaccheria questa è l’unica sensazione che avvolgerà i presenti; il Boemo qui ha costruito quel gioiello chiamato Zemanlandia, quella fantastica giostra di inizio anni 90 che fece parlare di sé in tutta Europa e che viene ricordato come una delle più belle favole del calcio italiano. Si emozionerà anche lui, il sempre imperturbabile Zdenek; è la prima volta da avversario dopo 22 anni e farà effetto respirare quell’atmosfera, incontrare vecchie amicizie e accogliere i saluti di tutti i foggiani, dal più giovane al più anziano, perché quella magica storia d’amore è rimasta cristallizzata, e anche chi non l’ha vissuta ne sente e ne porta la grandezza.




Da avversari. Foggia e Zeman oggi sono avversari, e non avversari qualunque: le due tifoserie vivono di una rivalità che viene da lontano e infatti sono previsti più di 12000 spettatori per una cornice di pubblico davvero importante.

Il 5-1 di agosto. All’andata è la prima gara della stagione e la prima in B del Foggia dopo 19 anni. Esordio amarissimo per i rossoneri travolti 5-1 con tripletta di Pettinari al termine di una partita estremamente divertente con un risultato forse troppo pesante.

Oggi. Dopo 5 mesi la rosa del Foggia ha cambiato pelle grazie al mercato (peggior difesa con 41 reti subite), e già da sabato vedremo in campo 3 dei 6 neoacquisti. Il Pescara durante il girone d’andata non ha mai dato l’impressione di essere a tutti gli effetti la squadra figlia di Zeman. Le ambizioni di inizio anno non sono state confermate e, dopo il lavoro nella sosta e lo sfoltimento della rosa voluto dal tecnico, cerca quel cambio di passo necessario per entrare in zona promozione, a cominciare da domani. Il bilancio in trasferta della squadra abruzzese non è invidiabile e altrettanto lo è il cammino casalingo del Foggia (entrambe 9 punti in 10 giornate).

I due tecnici, Zeman il maestro e l’allievo Stroppa(insieme a Foggia durante Zemanlandia), condividono non solo affetto e stima reciproca, ma anche la mentalità offensiva che amano dare alle proprie squadre, che all’andata si tradusse in un match scoppiettante.

a cura di STEFANO GALANO

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