Frosinone, 6 minuti per lanciare un messaggio al campionato




"La reazione che ha avuto la squadra che ha rimesso in piedi una partita quasi persa. Abbiamo carattere, orgoglio e capacità anche di creare i presupposti anche per provare a vincerla. Merito ai ragazzi”.Così Moreno Longo dopo il pareggio 2-2 tra Cremonese e Frosinone. L'aspetto che forse però è maggiormente emerso dopo la gara dello Zini, è che, a meno di clamorose sorprese, i Ciociari sono pronti per tornare in Serie A...




Saper soffrire - Il primo tempo, nonostante dopo 3 minuti i ciociari abbiano sfiorato il gol da fuori area con Brighenti, per cui solo un miracolo di Ujkani ha impedito lo 0-1, è stato all'insegna della sofferenza: Piccolo sembra imprendibile per la difesa di Longo, insieme al suo collega Castrovilli. E infatti proprio da un fallo da rigore sul classe '97 arriva il vantaggio dei lombardi, trasformato da Scappini al 20°. Non c'è modo di contenere Piccolo, e solo una super parata di Vigorito evita il raddoppio dopo una sventola di mancino mandata in angolo. Al 32° arriva il raddoppio per la squadra di Tesser, con un altro rigore per fallo di Chibsah su Arini. Trasforma, indovinate chi? Piccolo! Nonostante il doppio svantaggio, il merito del Frosinone è quello di non aver incassato ancora più reti, cosa per nulla scontata visto lo stato di grazia della squadra lombarda. In questo modo Longo ha potuto resettare la mente dei suoi ragazzi per giocarsela fino alla fine nel secondo tempo.

La mentalità vincente e i campioni - Il secondo tempo è un'altra storia: se il primo è stato di marca quasi completamente lombarda, il secondo è quasi totalmente sotto controllo di Longo e i suoi. Il primo quarto d'ora è più che altro di assestamento, ma la svolta arriva al 60°: fuori uno piuttosto spento Dionisi, dentro Ciofani. Non serve dire altro, ci pensa il cronometro: 6 minuti, e con un destro al volo in caduta di rara potenza, il 9 frusinate accorcia il risultato. 68°: esce Chibsah per lasciare spazio a Ciano. Non serve dire altro, ci pensa il cronometro: 6 minuti, rigore per fallo di mano di Claiton, Ciano trasforma e al 74° la partita è sul pari. Il resto della partita è per lo più gestione da entrambe le parte, con tiri da fuori a sperare in qualcosa, più che in vera volontà di rischiare magari un contropiede e rischiare di sprecare quanto di buono fatto da entrambe le squadre. Tre fischi, e tutti sotto la doccia.

Cosa significa per il Frosinone? - Come detto in incipit, è stata la partita delle conferme: la Cremonese ribadisce il suo stato di forma e il suo ottimo, davvero ottimo campionato. Ma di fronte a Ciofani, Ciano e la spinta di gioco ed emotiva che questi giocatori hanno infuso alla squadra, poco hanno potuto i grigiorossi. Eccola dunque, la prova che serviva per certificare la forza di questo Frosinone: non solo gol, non solo gioco, ma mentalità. Saper soffrire quando serve, per poi farsi trascinare e risalire da chi, onestamente, ha qualcosa in più per la categoria: manco a dirlo, Ciano e Ciofani, con quest'ultimo che sembra non sapere cosa voglia dire fermarsi. Serviva una sfida difficile, serviva una dimostrazione, serviva una rimonta: è arrivato tutto. Ora serve la Serie A.

a cura di ANTONIO DE PAOLA

 

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