George Puscas, Novara per rilanciarsi e (ri)vivere la favol-A?




Per George Puscas i prossimi messi con la maglia del Novara potrebbero essere quella della definitiva conferma o magari del cosiddetto salto di qualità. Ci sperava il Benevento, in vista dell'approdo in A. Ci spera anche l’Inter, che un giorno potrebbe trovarsi tra le mani un futuro top. Nel frattempo il gioiellino classe ’96 è andato al Novara per rilanciarsi.

CARATTERISTICHE Ben strutturato fisicamente (185 centimetri) ed agile coi piedi, possiede notevoli capacità tecniche e ha dimostrato di sapersi destreggiare in più ruoli sul fronte d’attacco, il che lo rende un giocatore duttile e polivalente. Puscas, considerando anche la sua giovane età è un giocatore dal grande potenziale, molto forte fisicamente e dotato di un’ottima tecnica di base. E’ il prototipo dell’attaccante moderno: destro naturale ma sa calciare bene anche con il sinistro, abile a difendere il pallone, dotato di una buona velocità e di un ottimo tiro dalla distanza. Sa giocare benissimo spalle alla porta ed è abile a girarsi andando alla conclusione. 

CURIOSITA' Nato in Romania, nel 1996, nel piccolo villaggio di Marghita, ma è di etnia ungherese, vivendo proprio al confine con il paese magiaro: ecco spiegata l’assonanza con il fenomeno Ferenc Puskas.




TALENTO VERO Puscas dalle giovanili dell’Oradea, club di seconda divisione, si fa apprezzare a tal punto che nel 2012 la dirigenza lo premia col passaggio in prima squadra. Qui si mette in luce con numeri di alta scuola, arricchiti da 2 gol in 13 partite, che ne certificano un talento al quale l’Inter non resta indifferenti sotto referenze più che positive dell’allora osservatore Pierluigi Casiraghi. Piccolo retroscena: sul giocatore c’erano anche Juventus e Arsenal, a fare la differenza per il club milanese fu Christian Chivu, che con una telefonata rassicurò il ragazzo sulla bontà dell’offerta dei nerazzurri. Un anno di prestito, per cominciare: poi, casomai, il riscatto fissato a 600.000 euro. Puntualmente avvenuto. Il giovane attaccante viene aggregato alla Primavera.  Chiuderà la sua prima stagione in Italia con un bottino niente male, 8 goal in 18 presenze in campionato e 3 goal in 5 presenze in Coppa Italia, 2 reti solo nella semifinale d’andata contro la Lazio. Di lui si accorge anche Walter Mazzarri, allora tecnico dell’Inter, che nelle partite contro Udinese, Livorno, Bologna, Sampdoria e Parma decide di portarlo in panchina, facendogli assaggiare l’atmosfera delle grandi occasioni, senza però concedergli la gioia del debutto in A.

ESORDIO IN SERIE A il debutto nella massima serie arriva sotto la guida di Roberto Mancini, quando il giovanissimo romeno colleziona 7 presenze tra campionato e coppe. In estate, nonostante il rinnovo del contratto fino al 2019, viene mandato in prestito al Bari a farsi le ossa in cadetteria. Con la maglia dei Galletti le cose non vanno benissimo: appena 18 presenze complessive, impreziosite però da 5 reti. Un bottino niente male per un ragazzo alla prima esperienza tra i grandi, in un campionato difficile come la B. A fine stagione, il 15 luglio 2016, dopo essere tornato all’Inter, viene nuovamente ceduto in prestito (con diritto di riscatto e contro-riscatto), questa volta al Benevento, squadra neopromossa in Serie B. 

 

CLICCA E GUARDA I LATI B DELLA SERIE B (FOTO)

CLICCA E LEGGI LE ULTIME TRATTATIVE

Web TV