HELL(as) Verona: dal paradiso all’inferno, i numeri di una crisi




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Nella maggior parte dei casi, una squadra al terzo posto in classifica può ritenersi soddisfatta del suo campionato. Specialmente se la seconda è distante solo 3 punti e la prima 4. Ma c'è sempre un'eccezione che conferma la regola: la terza posizione del Verona è ben poca cosa rispetto alle previsioni di tutto l'ambiente Serie B. E la partenza sembrava confermare il campionato come una "passeggiata". Dal 13 Novembre però...

LA CRISI IN NUMERI - Sembrava solo un passo falso la caduta casalinga con il Novara per 4-0. Invece 5 giorni dopo, arriva un’altra batosta contro il Cittadella: 5-1. Poi timido segnale di ripresa: vittoria per 1-0 in casa con il Bari. Ma qualcosa è ormai cambiato.
 Le prime 13 giornate parlano di un Verona molto prolifico in attacco: Pazzini guida l'attacco, che ha una media di 2,2 goal a partita. Anche la difesa ha i suoi meriti, con solo 10 reti al passivo. Dopo il ko con il Novara però, buio: media realizzativa che si abbassa a 0,94 reti per partita, e media reti subite da 0,76 a 1,16.
Diciannove goal sono un bottino invidiabile, ma anche qui bisogna distinguere il campionato a due facce del “Pazzo”: nelle prime 10 giornate ne mette dentro 11, risultando l'attaccante con la media-goal più alta d'Europa, davanti ai vari Messi, Kane, Belotti e Cavani. Poi risente dell'involuzione della squadra, e ne fa “solo” 8 nelle successive 22.

IPOTESI – Il blackout ha tanti motivi, ma proveremo a rintracciarne alcuni. Il primo è forse psicologico: due ko di quelle dimensioni non sono di certo semplici da digerire. A stupire è stata la mancata risposta, che ci si aspettava da una squadra costruita per tornare subito in A. Inoltre la squadra pare a volte specchiarsi troppo; è consapevole di essere (sulla carta almeno) superiore a tutte le altre, ma ogni tanto si cercano giocate complicate e inconcludenti. Rispetto alla prima parte di stagione, sembra che abbiano perso di efficacia anche gli schemi che avevano fatto la fortuna della squadra di Pecchia: le fasce vengono sfruttate meno, preferendo lanci lunghi per le punte o l'estro di Bessa, che non sempre può tirar fuori il coniglio dal cilindro.
Nell'ultima uscita il cambio di posizioni pare iniziare a dare i suoi frutti, con Siligardi finalmente all'altezza della partita più vicino a Pazzini, e con una difesa a 3 che sembra poter funzionare. Sabato contro il Trapani non sarà un match semplice, perché i siciliani sono capaci di alternare partite splendide a fallimenti totali; ma se il Verona vuole ancora sperare nella promozione diretta non può permettersi altri errori. Ultime dieci partite: l'Hellas ha l'obbligo di giocarle come le prime.

A cura di Antonio De Paola

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