Lo Stato, il suo punto di vista sui giochi: ora stop al proibizionismo altrimenti tutto vanificato

Stato giochi




Dopo tanti giorni dalla sottoscrizione dell'ormai “famigerato accordo sul riordino del gioco”, ancora se ne discute e si sentono voci non particolarmente felici su questa riforma. Proprio non piace a tutti e questo è un dato di fatto che si percepisce dalle dichiarazioni di alcuni rappresentanti istituzionali, dell'industria del gioco e da parte degli operatori, tutti coinvolti per vari motivi nelle vicende di questo benedetto settore ludico. L'unica cosa, per sdrammatizzare, che “viene in mente” è il famoso detto “mal comune, mezzo gaudio”. Almeno sono tutti scontenti e non prevale la gioia di alcuno!

Ma a parte gli scherzi, questa volta -nonostante le innumerevoli critiche alle quali l'accordo viene sottoposto- sembra che l'unica cosa certa è che lo Stato ha assunto (finalmente) una posizione chiara e ben definita nei confronti del mondo dei giochi e delle slot machine gratis: in pratica, l'Esecutivo ha apertamente dichiarato una vera e propria “inversione di tendenza”. Il Governo ha smesso di pensare unicamente agli effetti finanziari ed al tornaconto che ha ricevuto in questi ultimi anni dal settore ludico e si sta concentrando, come priorità, sulla salute pubblica e sulla sicurezza dell'italico territorio.

Si può concordare che questo cambio di passo del Governo c'è e si è fatto sentire sicuramente nella stesura dell'accordo sul riordino e fa percepire sicuramente che da parte dell'Esecutivo si vuole sempre e comunque continuare la battaglia nei confronti dell'illegalità. Obbiettivo questo fondamentale da perseguire insieme al mantenimento del gioco legale, lecito ed autorizzato che dovrà essere sempre presente per soddisfare le richieste di coloro che lo ricercano.

Gioco lecito con il quale i cittadini-giocatori si vogliono “divertire”, posto che questo (il divertimento) esiste nel “suo” DNA e, e solo questo, dovrebbe essere lo scopo per il quale lo stesso esiste: non certo per innescare speculazioni, operazioni di malaffare condotte dalla criminalità, derive sanitarie più che spiacevoli. Ora si tratta di vedere questo “cambio di passo” concretizzarsi attraverso il decreto attuativo dell'accordo raggiunto: si tratta di aspettare verso la fine del mese di ottobre.




Un altro percorso virtuoso che ora il Governo dovrà intraprendere, e questo è forse l'intervento più urgente e rilevante che tutti gli addetti ai lavori stanno aspettando con “ansia e preoccupazione” è disinnescare le varie “mine” presenti sul territorio che rischiano “di far saltare l'assetto di calma raggiunto, ora, dalla rete del gioco pubblico”: rimuovere in modo coerente i divieti proposti in alcune Regioni ed in molti Comuni, laddove siano state proposte e messe in campo azioni o soluzioni proibizioniste che sono da considerarsi in netto conflitto con la linea presa in carico dal Legislatore e con quanto concordato dai vari soggetti partecipanti all'intesa dello scorso inizio di settembre con la sottoscrizione dell'accordo sulla riforma.

Non vi è dubbio come qualsiasi legge che abbia un “certo profilo proibizionista”, rappresenti una retromarcia rispetto al cammino di tutela e salvaguardia dei cittadini, del territorio e dell'economia nazionale. Quindi, è un “dovere” dell'Esecutivo togliere qualsiasi sorta di forma di proibizionismo nei confronti della disciplina dei giochi, dovuta alla Riserva di legge da sempre vigente sul comparto, ma mai veramente attuata e che oggi, con l'accordo sul riordino, si vuole ripristinare con questa “nuova visione” che si intende avere del gioco pubblico.

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