Longobarda Salerno, dieci anni tra calcio e solidarietà nel mito di Oronzo Canà

Longobarda




È tempo di celebrazioni per gli innamorati della Bzona. Dopo aver festeggiato i primi ottanta anni del padre di tutti gli allenatori Oronzo Canà, gli auguri tocca farli alla squadra più romantica del mondo la Longobarda, che suda e lotta sui polverosi campi di calcio dilettantistici salernitani. Già dieci anni sono trascorsi da quando un gruppo di amici accomunati dalla passione per il calcio e per il mito de L’allenatore nel Pallone, ha trasformato il loro sogno in realtà. È così che è nata la Longobarda Salerno divenuta in breve tempo punto di riferimento per il territorio, per la sua capacità di operare dallo sport al sociale con il medesimo successo. A raccontare a Bzona.it il modello Longobarda è Christian Verderame, vicepresidente della società.

Come e perché è iniziata l’avventura della Longobarda Salerno?
Per la passione per il calcio e per l’entusiasmo scaturito dalla vittoria del mondiale 2006. Nessuno di noi si sarebbe però immaginato che ci saremmo ritrovati a festeggiare i dieci anni dalla nostra fondazione. Allora poi c’erano le condizioni per reperire sponsor rispetto a oggi che ci ritroviamo a gestire il tutto tra mille difficoltà. La situazione dei campi sportivi a Salerno, in particolare, è triste perché ce ne sono pochi e quei pochi sono saturi.

Eppure le soddisfazioni sul campo sono arrivate con una bella promozione.  
Avremmo potuti iscriverci in seconda categoria già dopo un paio d’anni di affiliazione anche perché siamo tra le poche società serie per pagamenti, ma abbiamo preferito conquistare sul campo la promozione e ci abbiamo messo nove anni. Il calcio per noi non è solo campo ma è aggregazione. Ci siamo formati pian piano e la nostra crescita è stata spontanea. Quest’anno abbiamo sfiorato i playoff però siamo tutti entusiasti del risultato.

Il video celebrativo dei primi 10 anni della Longobarda Salerno

Quando si parla di Longobarda, il collegamento con quella di Canà è immediato.
Oltre al riferimento storico legato alla dominazione longobarda a Salerno, quando ci siamo ritrovati a battezzare la nostra creatura non abbiamo avuto dubbi. Siamo praticamente malati di quel film che resterà nella storia perché si ride dall’inizio alla fine e ne conosciamo le battute a memoria.    

Raccontaci come siete riusciti a incontrare il vostro mito Lino Banfi.
C’è stato sempre questo desiderio di incontrarlo anche per fargli presente la nostra realtà ispirata a lui. L’occasione è finalmente arrivata nel settembre scorso in occasione del Premio Fabula a Bellizzi. Grazie all’amicizia che ci lega agli organizzatori di questo evento per bambini, siamo riusciti a intrufolarci nel backstage e a consegnargli una targa celebrativa. Nello scambiare qualche battuta, ci ha anche detto scherzosamente di essere pronto a tornare ad allenare la sua Longobarda. Peccato non essere riusciti a riaverlo nella festa del nostro decennale!

Nel corso di questi primi dieci anni vi sono capitati episodi degni del film?
Pensa che ci chiamiamo ancora con i nomi di quella Longobarda. Ricordo i primi anni che avevamo un compagno di squadra di colore che di nome faceva Carmine Palumbo, ma per tutti era più semplicemente Aristoteles. Quando entrava lui in campo era tutto un coro per il bomber di Canà, che a sua volta era identificato nel nostro allenatore. Una goliardia che univa e ancora unisce dirigenti, squadra, tifosi, ma anche avversari.

La Longobarda Salerno è riuscita a fare grandi cose anche nel sociale.
Abbiamo in cantiere un progetto di scuola calcio gratuita per i bambini più disagiati perché il calcio appartiene a loro. Sarebbe la ciliegina sulla torta perché darebbe seguito alle iniziative che abbiamo portato avanti in questi dieci anni come l’sms solidale con Mentoring, la raccolta di vestiario con l’associazione Obiettivo Mare, la colletta per la mensa dei poveri di San Francesco o per i malati di Sma. Una persona da sola può fare ben poco, ma con un’associazione numerosa come la nostra si può fare molto di più.

Calcio, divertimento, solidarietà. Bzona.it è orgogliosa di questi ragazzi: Forza Longobarda!