Pescara torna (già) in Serie B, da Cenerentola a Bella Addormentata

Pescara Serie B




Il primo verdetto della Serie A è arrivato: il Pescara è la prima delle retrocesse in Serie B. In attesa di ciò che ci dirà la classifica finale, è quindi tempo di valutazioni sul campionato, per quanto "breve", degli abruzzesi.

Inizio incoraggiante - Le prime partite della squadra di Oddo sono tutt'altro che negative, su tutte l'esordio, che regala un 2-2 contro il ben più quotato Napoli di Sarri, dopo che gli abruzzesi sono stati addirittura davanti 2-0 per circa un'ora di gioco. Poi la prima "vittoria", a tavolino contro il Sassuolo, colpevole di aver convocato Ragusa, che era squalificato. Dopodiché arrivano le prime difficoltà, con la classifica che inizia a stagnare ma sembra solo un momento passeggero perché il Pescara c'è, gioca, e pure bene. Molto spesso raccoglie meno di quanto meriterebbe, come confermano anche tutti gli allenatori avversari prima di affrontare i "Delfini".

Un pozzo senza fondo - Il punto fondamentale è che l'inesperienza e la mancata abitudine a reagire ai risultati negativi (sommati all'annata disastrosa di Bizzarri, decisamente portiere non da Serie A) hanno portato un inevitabile contraccolpo psicologico che ha affossato sempre di più la squadra, spesso totalmente, o quasi assente dalla partita. Conseguenza: quella a tavolino con il Sassuolo rimane l'unica vittoria del campionato biancazzurri. Esonerato Oddo "a malincuore" chi meglio di Zeman per risollevare l'elettrocardiogramma dei tifosi pescaresi? E l'inizio, di nuovo, sembrava promettente: 5-0 al Genoa, una città in festa. Ma appunto, sembrava. Nelle successive 7 partite, appena 2 punti. E così arriviamo alla sentenza matematica.



Cadere per sapersi rialzare – La base della squadra c’è ed è importante. Probabilmente alcuni dei “pezzi pregiati” non giocheranno più all'Adriatico (Caprari, Benali, Biraghi o Zampano), ma se degnamente sostituiti, cosa non difficile se il progetto è serio, il Pescara può essere protagonista della prossima Serie B. Capitolo allenatore: la mossa Zeman è stata fatta quando ancora la salvezza era possibile, ma potrebbe avere due facce per quanto riguarda il futuro. Per il campionato cadetto, l'attacco totale del tecnico boemo potrebbe anche portare dei frutti, ma se l'obiettivo è quello di tornare in A già tra 2 stagioni, forse sarebbe il caso di iniziare a guardarsi intorno, perché è ormai assodato che nel calcio moderno fa più strada chi subisce meno gol, specie in Serie A. Infine
il presidente Sebastiani dovrebbe anche dare un'occhiata ai segni extra-calcistici: negli ultimi due anni la Serie A sembra che preferisca promuovere le squadre a strisce bianco-azzurre (la Spal non ha ancora la matematica certezza ma poco ci manca). E se non c’è due senza tre…

A cura di Antonio De Paola




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