Promozione Bari 1997, le parole del testimone [VIDEO]

stadio bari




Domenica 18 febbraio sono andate in onda alla trasmissione “Non è l’arena” di Massimo Giletti le dichiarazioni di due ex giocatori del Castel di Sangro, protagonisti nella partita contro il Bari all'ultima giornata del campionato di Serie B 1996-97. Il Bari vinse quella partita 3-1 e così si aggiudicò la promozione in Serie A a discapito del Genoa, concludendo il campionato al quarto posto.

PARTITA SOSPETTA - Quello che ha suscitato scalpore sono state le dichiarazioni di Luca Albieri, ex centrocampista, e un altro giocatore che non ha voluto mostrare la sua identità. I due hanno dichiarato che la partita fu truccata e che il risultato finale e i marcatori (Ventola, Guerrero e Volpi per i pugliesi) fossero già stati decisi a tavolino, inoltre per i giocatori abruzzesi ci sarebbe stato anche un “premio” di 300 milioni di lire secondo quanto riferito.




Tutto parte dal libro “Il miracolo di Castel di Sangro” pubblicato nel 2001 da Joe McGinnis, uno scrittore americano che durante quella stagione decise di seguire il Castel di Sangro in forma quasi ossessiva, per raccontare la storia di una squadra di provincia che riesce nell’impresa di giocare in un grande campionato. Proprio lo scrittore, secondo quanto riportato dai due ex calciatori, dopo la partita si sarebbe recato davanti alle case di alcuni giocatori appendendo striscioni con scritte come “Vergogna! Vi vendete le partite!”. L’episodio viene riportato nel libro e viene descritto da McGinnis come un accordo tra le due società su una base economica per truccare l’andamento della partita.
A confermare la tesi dello scrittore, seppur 17 anni dopo, sono arrivate queste dichiarazioni di Albieri e un altro ex Castel di Sangro. In particolare Albieri (VIDEO IN BASSO) ha descritto come la squadra sia stata intimata dai “piani alti” della società a preparare quella partita – di fatto – per perderla e racconta come tutta la squadra, allenatore compreso, furono in grande difficoltà e si sentissero sotto pressione, l’ex centrocampista ha anche parlato di un modus operandi non da professionisti negli allenamenti prima di quella partita.

RISPOSTA - La cosa più preoccupante, forse, è che alla presidenza del Castel di Sangro in quegli anni c’era Gabriele Gavrina, uno dei candidati alla presidenza della FIGC e presidente della Lega Pro. Questo fatto, seppur presunto, metterebbe ancora una volta in cattiva luce il nostro calcio, specie nei campionati “minori” dove purtroppo i casi di combine e partite vendute non mancano, per usare un eufemismo. Tuttavia le parti in causa non rischiano processi o provvedimenti in quanto l’AS Bari, dopo il fallimento del 2014, non viene riconosciuta come la società F.C Bari protagonista adesso in Bzona.

a cura di LUCA PESENTI

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