Salerno ride, Avellino piange. Come cambia l’umore in Serie B




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Avellino-Salerno: sono appena 36 i chilometri di distanza tra i due capoluoghi campani. Una distanza che però, se tradotta in termini calcistici, diventa immensa. Non tanto dal punto di vista delle posizioni in classifica, con appena 5 punti di scarto, quanto per lo stato d’animo ed il gioco espresso dalle due campane.

SALERNITANA - Granata in stato di grazia dal 5 marzo scorso: è stato a Benevento che i granata hanno iniziato la loro striscia positiva, bloccando sul pareggio gli allora lanciatissimi cugini stregoni. Nella giornata successiva, il Brescia ha vestito i panni di vittima sacrificale con il malcapitato Brocchi esonerato proprio in seguito alla sconfitta contro l’Ippocampo; bella la prestazione dei Bollini boys, non senza sbavature difensive ma indubbiamente divertente. In attacco un ispirato Rosina ha dimostrato di aver sviluppato fin qui una buona intesa con Coda. Meccanismi che di partita in partita crescono. Contro l’Entella, ci ha pensato ancora il bomber Coda a finalizzare, risolvendo una gara resa ostica dall'ottima prova dei padroni di casa. Ma nuovamente a spiccare è stata la compattezza, il cinismo e lo spirito di squadra dei campani. Infine, domenica scorsa è stata la volta dell’Ascoli:  un 2-0 secco contro il Picchio senza appello. Calendario alla mano, la Salerno calcistica può tornare a guardare con fiducia alla zona playoff che non sembra più così distante: i prossimi impegni, a partire dalla sfida contro il Pisa, sono tutt'altro che proibitivi.

AVELLINO - 36 chilometri più nell'entroterra c’è invece una squadra abituata negli anni ‘80 a tastare i ben più nobili campi della serie A e che oggi cerca di “flottare” come meglio riesce nelle zone centrali della classifica. L’ Avellino non ha avuto una campagna acquisti da esibire in pompa magna ma qualche gioiellino in attacco ce l’ha: Daniele Verde, ad esempio.  Affiancato a due “volponi” d’area di rigore quali Ardemagni e Castaldo, il giovane napoletano sta rendendo sotto le aspettative dopo una buona partenza: l‘ultimo gol risale al 28 febbraio scorso. Come lui, il rendimento di tutta la squadra è altalenante nonostante alla guida sia tornato il nostrano Novellino, allenatore di grandissima esperienza: i lupi irpini nelle ultime uscite sono stati capaci di vincere contro formazioni organizzate come Verona e Cittadella ma anche di toppare miseramente contro le umbre Perugia e Ternana con un atteggiamento sicuramente rinunciatario. Proprio contro la Ternana, l’Avellino è stato incapace di reagire ai colpi inferti dai rossoverdi e ha addirittura dato l’impressione di essersi arreso prima ancora del fischio di inizio. Dal 25 febbraio ad oggi solo 2 punti in 6 partite. Dato che fa ancora più paura dando un’occhiata al calendario: nel futuro prossimo c’è la SPAL e la domenica successiva il Frosinone. Al Partenio-Lombardi ci si dovrà in fretta rimboccare le maniche perché quello che sembrava un campionato da “salvezza tranquilla” si sta trasformando in un possibile finale da brividi.

A cura di Alberto Valente

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