VAR come dovrebbe funzionare e cosa non funziona ancora




Il sistema VAR non è il trionfo della tecnologia che finisce col vanificare il vero spirito del calcio, per diversi motivi. Molto più tecnologico è stato anni addietro l'ingresso in campo della GLT, Goal Line Tecnology, la quale grazie alle sette telecamere ad alta velocità puntate sulla porta con angolazioni diverse, capaci di registrare 500 immagini al secondo contro le 25 della televisione standard, riesce in maniera del tutto automatizzata ed immediata, grazie ad appositi software, a far sapere all'arbitro se il pallone ha varcato o non varcato la linea di porta. Esaminato, deciso, sicuro. Il sistema VAR, invece, si basa sulla semplice visione delle immagini da parte di esseri umani, a questi andranno imputati eventuali ritardi ed interruzioni del gioco, il nodo di tutte le ultradecennali critiche a qualunque innovazione delle regole del calcio, come se non fosse in se stesso un gioco frammentato da innumerevoli eventi possibili in campo e fuori.

Nell'immediato il VAR serve per ripristinare la correttezza minima delle decisioni nello svolgimento del gioco così come chiunque può vederlo oggi in tv. E' probabile, se non auspicabile, che nel lungo periodo la tradizionale conduzione monolitica della gara, evidentemente contraria al vero spirito sportivo, subirà un cambiamento. Ci saranno arbitri che semplicemente accetteranno il suggerimento dal tavolo (perché non farlo?) fidandosi dei loro colleghi ed altri che vorranno andare a controllare ogni volta. Saranno questi i veri responsabili dell'interruzione di gioco, non la tecnologia. Se la categoria degli arbitri non si rinchiuderà in se stessa con un accordo interno ne vedremo delle belle. Si risolveranno tutti i casi dubbi? Certamente no ma pretendere questo é impossibile, le regole stesse del calcio incorporano il concetto di caso dubbio, ad esempio con sanzioni a giudizio di una sola persona o regole che non tengono conto dei bias percettivi dell'essere umano considerato necessario per applicarle. IL caso più eclatante è il fuorigioco che come hanno dimostrato studi empirici è impossibile da valutare otticamente, in certe condizioni di gioco, da parte di essere umano. Ed il VAR non sarà utilizzato per questa occorrenza.




Certamente si può migliorare il sistema, sia sul piano tecnologico che su quello regolamentare. Sul piano tecnologico è evidente che servono telecamere dedicate ad alta definizione ed alta velocità, non quelle usate per le riprese tv che non sono ad alta velocità e non sono piazzate per avere la migliore inquadratura "tecnica" possibile. A costo molto limitato si possono integrare le quattordici usate per la GLT. Il progetto italiano di GLT studiato dal CNR di Bari, ultrasperimentato sul campo dell'Udinese per anni, poteva rivelare automaticamente anche il fuorigioco. Purtroppo è stato scartato e con lui l'affidamento sereno al software che decide freddamente e velocemente. Non ci troviamo nulla di strano e di male a che un goal sia annullato dopo trenta secondi, anche se nel frattempo il pallone è già in movimento: questo non ha evidentemente nessuna conseguenza sul risultato finale. Magari anche i calciatori impareranno ad essere più sportivi e confessare subito eventuali irregolarità. A perdere tempo è l'arbitro che zompetta a bordo campo per rivedere inutilmente un qualcosa che altri arbitri parigrado hanno già giudicato con la stessa autorevolezza. D'altronde se per tutti il calcio oggi dipende dalla tv e questo è male, tanto vale trasferire la direzione di gara dietro lo schermo ad una pluralità di soggetti e consegnare il protagonismo del "direttore di gara" solista al passato, che non rimpiangeremo.

a cura di FEDERICO ROCCHI

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